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Liturgia Sett. 13 Giorno 86

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Giovedì, 23 Novembre 2017 -
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Liturgia Sett. 13 Giorno 86

Se spira un vento contrario, issiamo la croce come se fosse una vela e portiamo a termine il viaggio per mare senza timore..

Pseudo-Atanasio

Liturgia del Giorno

Sabato della V settimana di Quaresima
S. Jósef Sebastian Pelczar, vescovo e fond. (1842-1924),  S. Gontran (Gontrano), re dei Franchi  († 592)

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Prima Lettura

Libro di Ezechiele 37,21-28.

Così dice il Signore Dio: Ecco, io prenderò gli Israeliti dalle genti fra le quali sono andati e li radunerò da ogni parte e li ricondurrò nel loro paese:farò di loro un solo popolo nella mia terra, sui monti d'Israele; un solo re regnerà su tutti loro e non saranno più due popoli, né più saranno divisi in due regni.Non si contamineranno più con i loro idoli, con i loro abomini e con tutte le loro iniquità; li libererò da tutte le ribellioni con cui hanno peccato; li purificherò e saranno il mio popolo e io sarò il loro Dio.Il mio servo Davide sarà su di loro e non vi sarà che un unico pastore per tutti; seguiranno i miei comandamenti, osserveranno le mie leggi e le metteranno in pratica. Abiteranno nella terra che ho dato al mio servo Giacobbe. In quella terra su cui abitarono i loro padri, abiteranno essi, i loro figli e i figli dei loro figli, attraverso i secoli; Davide mio servo sarà loro re per sempre. Farò con loro un'alleanza di pace, che sarà con loro un'alleanza eterna. Li stabilirò e li moltiplicherò e porrò il mio santuario in mezzo a loro per sempre.In mezzo a loro sarà la mia dimora: io sarò il loro Dio ed essi saranno il mio popolo.Le genti sapranno che io sono il Signore che santifico Israele quando il mio santuario sarà in mezzo a loro per sempre".

Salmi

Libro di Geremia 31,10.11-12ab.13.

Ascoltate la parola del Signore, popoli, annunziatela alle isole lontane e dite: "Chi ha disperso Israele lo raduna e lo custodisce come fa un pastore con il gregge", Il Signore ha redento Giacobbe, lo ha riscattato dalle mani del più forte di lui. Verranno e canteranno inni sull'altura di Sion, affluiranno verso i beni del Signore.Allora si allieterà la vergine della danza; i giovani e i vecchi gioiranno. Io cambierò il loro lutto in gioia, li consolerò e li renderò felici, senza afflizioni.

Seconda Lettura

Non prevista per la giornata odierna

Vangelo

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 11,45-56.

In quel tempo, molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di quel che egli aveva compiuto, credettero in lui. Ma alcuni andarono dai farisei e riferirono loro quel che Gesù aveva fatto. Allora i sommi sacerdoti e i farisei riunirono il sinedrio e dicevano: «Che facciamo? Quest'uomo compie molti segni. Se lo lasciamo fare così, tutti crederanno in lui e verranno i Romani e distruggeranno il nostro luogo santo e la nostra nazione». Ma uno di loro, di nome Caifa, che era sommo sacerdote in quell'anno, disse loro: «Voi non capite nulla e non considerate come sia meglio che muoia un solo uomo per il popolo e non perisca la nazione intera». Questo però non lo disse da se stesso, ma essendo sommo sacerdote profetizzò che Gesù doveva morire per la nazione e non per la nazione soltanto, ma anche per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi. Da quel giorno dunque decisero di ucciderlo. Gesù pertanto non si faceva più vedere in pubblico tra i Giudei; egli si ritirò di là nella regione vicina al deserto, in una città chiamata Efraim, dove si trattenne con i suoi discepoli. Era vicina la Pasqua dei Giudei e molti dalla regione andarono a Gerusalemme prima della Pasqua per purificarsi. Essi cercavano Gesù e stando nel tempio dicevano tra di loro: «Che ve ne pare? Non verrà egli alla festa?».

Commento alle letture

« È meglio che muoia un solo uomo per il popolo »    

    Per lavare la moltitudine, uno solo si è lasciato macchiareÂ…; infatti, dice la Scrittura, “è meglio che muoia un solo uomo per il popolo”. È meglio che uno solo prenda “una carne simile a quella del peccato” (Rm 8,3), e tutto il genere umano non sia condannato per il peccato. Lo splendore dellÂ’essenza divina si vela dunque nella forma dello schiavo, per salvare la vita dello schiavo. Il chiarore della vita eterna si oscura nella carne per purificare la carne. Per illuminare gli uomini, il più bello tra i figli dellÂ’uomo (Sal 45,3) deve oscurarsi nella sua Passione, accettare la vergogna della croce. Esangue nella sua morte, occorreva che perdesse ogni bellezza, ogni onore per acquistarsi, bella e gloriosa, la sua Sposa senza macchia né ruga, cioè la Chiesa (Ef 5,27).     Ma sotto questa tenda nera (Ct 1,5)..., riconosco il Re Â…, lo riconosco e lo abbraccio. Vedo la sua gloria che è dentro di lui; indovino il chiarore della sua divinità, il trionfo della sua forza, lo splendore della sua grazia, la purezza della sua innocenza. Il colore miserabile dellÂ’infermità umana copre la sua maestà; il suo volto è come nascosto, disfatto, nellÂ’ora in cui per riunirci tutti è provato come noi, eccetto il peccato.     Riconosco anche la forma della nostra natura macchiata, riconosco questa tunica di pelle, il vestito dei nostri progenitori (Gen 3,21). Il mio Dio se ne rivestì assumendo la forma di servo, divenendo simile agli uomini (Fil 2,7) e vestito come loro. Sotto questa pelle di capretto, segno del peccato, di cui si coprì Giacobbe (Gen 27,16), riconosco la mano che non ha peccato, la nuca che mai si è curvata sotto il giogo del male. Io so, Signore, che per natura sei mite, umile di cuore, abbordabile, pacifico, sorridente, tu che sei stato unto dellÂ’olio di letizia (Mt 11,29; Sal 45,8). Da dove viene dunque questa tua rude somiglianza con Esaù, questa orrenda apparenza di peccato? Ah, è la mia! Riconosco il mio bene, e sotto le mie spoglie vedo il mio Dio, il mio Salvatore.    

San Bernardo (1091-1153), monaco cistercense e dottore della Chiesa     - Discorso 28 sul Cantico dei cantici    

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