Warning: Memcache::addserver() expects parameter 2 to be long, string given in /home/mifa1614/public_html/libraries/joomla/cache/storage/memcache.php on line 84
Liturgia Sett. 11 Giorno 73

Almanacco

Che tempo fa ?

Martedì, 20 Febbraio 2018 -
Home Tutte le Liturgie Liturgia Sett. 11 Giorno 73

Liturgia Sett. 11 Giorno 73

Dobbiamo creare con la nostra fede una «cultura dell'incontro», una cultura dell'amicizia, una cultura dove troviamo fratelli, dove possiamo parlare anche con quelli che non la pensano come noi [...]. Tutti hanno qualcosa in comune con noi: sono immagini di Dio, sono figli di Dio. Andare all'incontro con tutti, senza negoziare la nostra appartenenza..

Papa Francesco

Liturgia del Giorno

IV Domenica di Quaresima - Anno B
S. Louise de Marillac, cofondatrice F.d.C. (1591-1660),  B. Artemide Zatti, coadiutore S.D.B. (1880-1951)

Tutte le Liturgie


Prima Lettura

Secondo libro delle Cronache 36,14-16.19-23.

In quel tempo tutti i capi di Giuda, i sacerdoti e il popolo moltiplicarono le loro infedeltà, imitando in tutto gli abomini degli altri popoli, e contaminarono il tempio, che il Signore si era consacrato in Gerusalemme. Il Signore Dio dei loro padri mandò premurosamente e incessantemente i suoi messaggeri ad ammonirli, perché amava il suo popolo e la sua dimora. Ma essi si beffarono dei messaggeri di Dio, disprezzarono le sue parole e schernirono i suoi profeti al punto che l'ira del Signore contro il suo popolo raggiunse il culmine, senza più rimedio. Quindi incendiarono il tempio, demolirono le mura di Gerusalemme e diedero alle fiamme tutti i suoi palazzi e distrussero tutte le sue case più eleganti. Il re deportò in Babilonia gli scampati alla spada, che divennero schiavi suoi e dei suoi figli fino all'avvento del regno persiano, attuandosi così la parola del Signore, predetta per bocca di Geremia: "Finché il paese non abbia scontato i suoi sabati, esso riposerà per tutto il tempo nella desolazione fino al compiersi di settanta anni". Nell'anno primo di Ciro, re di Persia, a compimento della parola del Signore predetta per bocca di Geremia, il Signore suscitò lo spirito di Ciro re di Persia, che fece proclamare per tutto il regno, a voce e per iscritto: "Dice Ciro re di Persia: Il Signore, Dio dei cieli, mi ha consegnato tutti i regni della terra. Egli mi ha comandato di costruirgli un tempio in Gerusalemme, che è in Giuda. Chiunque di voi appartiene al suo popolo, il suo Dio sia con lui e parta!".

Salmi

Salmi 137(136),1-2.3.4-5.6.

Sui fiumi di Babilonia, là sedevamo piangendo al ricordo di Sion. Ai salici di quella terra appendemmo le nostre cetre. Là ci chiedevano parole di canto coloro che ci avevano deportato, canzoni di gioia, i nostri oppressori: "Cantateci i canti di Sion!". Come cantare i canti del Signore in terra straniera? Se ti dimentico, Gerusalemme, si paralizzi la mia destra; mi si attacchi la lingua al palato, se lascio cadere il tuo ricordo, se non metto Gerusalemme al di sopra di ogni mia gioia.

Seconda Lettura

Lettera di san Paolo apostolo agli Efesini 2,4-10.

Ma Dio, ricco di misericordia, per il grande amore con il quale ci ha amati, da morti che eravamo per i peccati, ci ha fatti rivivere con Cristo: per grazia infatti siete stati salvati. Con lui ci ha anche risuscitati e ci ha fatti sedere nei cieli, in Cristo Gesù, per mostrare nei secoli futuri la straordinaria ricchezza della sua grazia mediante la sua bontà verso di noi in Cristo Gesù. Per questa grazia infatti siete salvi mediante la fede; e ciò non viene da voi, ma è dono di Dio; né viene dalle opere, perché nessuno possa vantarsene. Siamo infatti opera sua, creati in Cristo Gesù per le opere buone che Dio ha predisposto perché noi le praticassimo.

Vangelo

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 3,14-21.

In quel tempo Gesù disse a Nicodemo: «Come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell'uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna». Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna. Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo si salvi per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è gia stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell'unigenito Figlio di Dio». E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno preferito le tenebre alla luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere. Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio».

Commento alle letture

« Dio ha tanto amato il mondo »    

    Â“Non vi spaventi la croce, dice il Signore Gesù, né vi faccia dubitare delle parole che vi ho dette”. Il serpente innalzato da Mosè nel deserto era efficace per la potenza di colui che aveva ordinato di innalzarlo... Allo stesso modo il Signore prende su di sé la sorte degli uomini e sopporta le sofferenze della croce, ma grazie alla potenza che possiede, ha reso degni della vita eterna coloro che credono in lui. Al tempo di Mosè, il serpente di bronzo, pur senza possedere la vita, grazie alla potenza di un altro, liberava dalla morte coloro che stavano per morire a causa del morso velenoso, purché rivolgessero lo sguardo verso di lui. Gesù, allo stesso modo, malgrado lÂ’apparenza mortale e le sofferenze, dona la vita a coloro che credono in lui, grazie alla potenza che possiede.     Gesù prosegue: “Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna”. Â“È questo ancora, disse, un segno dellÂ’amore di Dio”... Come egli ha potuto dire: “Dio ha dato il suo Figlio unigenito”? È evidente che la divinità non può soffrire. Tuttavia, grazie alla loro unione, lÂ’umanità e la divinità sono una cosa sola. Per questo, benché solo lÂ’uomo soffra, tutto quello che tocca la sua umanità è attribuito anche alla sua divinità.     San Paolo, per mostrare tale grandezza della Passione disse: “Se lÂ’avessero conosciuto, non avrebbero crocifisso il Signore della gloria” (1 Cor 2,8). Dando a Gesù tale titolo, vuole rivelare la grandezza della Passione. Allo stesso modo, nostro Signore, per mostrare la ricchezza del suo amore nelle sofferenze che ha sopportato, dichiara giustamente: “Dio ha dato il suo Figlio unigenito”.    

Teodoro di Mopsuestia ( ?-428), vescovo di Mopsuestia in Cilicia e teologo     - Commento a Giovanni ; CSCO 115,116    

Tutte le Liturgie

Registrati e effettua il login al sito; in caso contrario non puoi rilasciare commenti.

Storico Articoli

Powered by mod LCA

Warning: mkdir() [function.mkdir]: Permission denied in /home/mifa1614/public_html/modules/mod_lca/cache.php on line 60

Warning: file_put_contents(/home/mifa1614/public_html/cache/mod_lca/9735018e1fea20d52f5c7af32767fb3f.xml) [function.file-put-contents]: failed to open stream: Permission denied in /home/mifa1614/public_html/modules/mod_lca/cache.php on line 61

Utenti On Line

mod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_counter
mod_vvisit_counterOggi326
mod_vvisit_counterIeri615
mod_vvisit_counterQuesta Settimana941
mod_vvisit_counterScorsa Settimna5361
mod_vvisit_counterQuesto Mese13169
mod_vvisit_counterScorso Mese15810
mod_vvisit_counterComplessivo4315354

Abbiamo: 62 ospiti online
IP: 50.19.34.255
 , 
Oggi: Feb 20, 2018

Che ore sono ?