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Liturgia Sett. 11 Giorno 67

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Giovedì, 23 Novembre 2017 -
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Liturgia Sett. 11 Giorno 67

Il vero fedele ha davanti a sé un modello su cui esemplare la sua moralità: un Dio che non ignora, certo, la giustizia, ma che la invera secondo un canone ulteriore e superiore, quello del perdono che è frutto di amore..

Gianfranco Ravasi

Liturgia del Giorno

Lunedì della III settimana di Quaresima
S. Caterina da Bologna, vergine O.S.C. (1413-1463),  S. Domenico Savio, allievo di don Bosco (1842-1857)

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Prima Lettura

Secondo libro dei Re 5,1-15a.

In quei giorni, Nàaman, capo dell'esercito del re di Aram, era un personaggio autorevole presso il suo signore e stimato, perché per suo mezzo il Signore aveva concesso la vittoria agli Aramei. Ma questo uomo prode era lebbroso. Ora bande aramee in una razzia avevano rapito dal paese di Israele una giovinetta, che era finita al servizio della moglie di Nàaman. Essa disse alla padrona: "Se il mio signore si rivolgesse al profeta che è in Samaria, certo lo libererebbe dalla lebbra". Nàaman andò a riferire al suo signore: "La giovane che proviene dal paese di Israele ha detto così e così". Il re di Aram gli disse: "Vacci! Io invierò una lettera al re di Israele". Quegli partì, prendendo con sé dieci talenti d'argento, seimila sicli d'oro e dieci vestiti. Portò la lettera al re di Israele, nella quale si diceva: "Ebbene, insieme con questa lettera ho mandato da te Nàaman, mio ministro, perché tu lo curi dalla lebbra". Letta la lettera, il re di Israele si stracciò le vesti dicendo: "Sono forse Dio per dare la morte o la vita, perché costui mi mandi un lebbroso da guarire? Sì, ora potete constatare chiaramente che egli cerca pretesti contro di me". Quando Eliseo, uomo di Dio, seppe che il re si era stracciate le vesti, mandò a dire al re: "Perché ti sei stracciate le vesti? Quell'uomo venga da me e saprà che c'è un profeta in Israele". Nàaman arrivò con i suoi cavalli e con il suo carro e si fermò alla porta della casa di Eliseo. Eliseo gli mandò un messaggero per dirgli: "Và, bagnati sette volte nel Giordano: la tua carne tornerà sana e tu sarai guarito". Nàaman si sdegnò e se ne andò protestando: "Ecco, io pensavo: Certo, verrà fuori, si fermerà, invocherà il nome del Signore suo Dio, toccando con la mano la parte malata e sparirà la lebbra. Forse l'Abana e il Parpar, fiumi di Damasco, non sono migliori di tutte le acque di Israele? Non potrei bagnarmi in quelli per essere guarito?". Si voltò e se ne partì adirato. Gli si avvicinarono i suoi servi e gli dissero: "Se il profeta ti avesse ingiunto una cosa gravosa, non l'avresti forse eseguita? Tanto più ora che ti ha detto: bagnati e sarai guarito". Egli, allora, scese e si lavò nel Giordano sette volte, secondo la parola dell'uomo di Dio, e la sua carne ridivenne come la carne di un giovinetto; egli era guarito. Tornò con tutto il seguito dall'uomo di Dio; entrò e si presentò a lui dicendo: "Ebbene, ora so che non c'è Dio su tutta la terra se non in Israele". Ora accetta un dono dal tuo servo".

Salmi

Salmi 42(41),2-3.43(42),3-4.

Come la cerva anela ai corsi d'acqua, così l'anima mia anela a te, o Dio. L'anima mia ha sete di Dio, del Dio vivente: quando verrò e vedrò il volto di Dio?Manda la tua verità e la tua luce; siano esse a guidarmi, mi portino al tuo monte santo e alle tue dimore. Verrò all'altare di Dio, al Dio della mia gioia, del mio giubilo. A te canterò con la cetra, Dio, Dio mio.

Seconda Lettura

Non prevista per la giornata odierna

Vangelo

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 4,24-30.

In quel tempo, giunto Gesù a Nazaret, disse al popolo radunato nella sinagoga: «In verità vi dico: nessun profeta è bene accetto in patria. Vi dico anche: c'erano molte vedove in Israele al tempo di Elia, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; ma a nessuna di esse fu mandato Elia, se non a una vedova in Sarepta di Sidone. C'erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Eliseo, ma nessuno di loro fu risanato se non Naaman, il Siro». All'udire queste cose, tutti nella sinagoga furono pieni di sdegno; si levarono, lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte sul quale la loro città era situata, per gettarlo giù dal precipizio. Ma egli, passando in mezzo a loro, se ne andò.

Commento alle letture

La fede della vedova di Sarepta, che accoglie l'inviato di Dio    

    Perché Elia è stato mandato a una vedova, nel tempo in cui la carestia affliggeva tutta la terra? Una grazia particolare è legata a due donne: accanto a una vergine, un angelo; accanto ad una vedova, un profeta. Là Gabriele, qui Elia. Sono i più importanti tra gli angeli e tra i profeti! Ma la vedovanza in se stessa non merita lodi, se non vi si aggiungono delle virtù. La storia non manca di vedove; tuttavia, una si distingue fra tutte e le incoraggia tutte con il suo esempio... Dio è particolarmente sensibile all'ospitalità: nel Vangelo promette ricompense eterne per un bicchiere dÂ’acqua (Mt 10,42); qui, per un po' di farina o una misura di olio, l'infinita profusione delle sue ricchezze...     Perché crederci padroni dei frutti della terra mentre la terra è un perpetuo dono?... Noi modifichiamo a nostro vantaggio il senso del comandamento universale: «Ecco, io vi do ogni albero in cui è il frutto, che produce seme: sarà il vostro cibo. A tutte le bestie selvatiche, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli esseri che strisciano sulla terra, io do come cibo ogni erba verde» (Gen 1,29-30). Nell'ammassare, non troviamo altro che il vuoto e il bisogno. Come possiamo sperare nella promessa, se non osserviamo la volontà di Dio? Obbedire al precetto dell'ospitalità e fare onore ai nostri ospiti è agire con buon senso: non siamo forse anche noi ospiti quaggiù?     Questa vedova è ammirevole! Pur oppressa da una grande carestia, continua a venerare Dio. Non teneva solo per sé le sue provviste , poiché le condivideva con suo figlio. Bell'esempio di tenerezza il suo, ma ancor più di fede! Sicuramente non preferiva nessuno a suo figlio: eppure ecco che mette il profeta al di sopra della propria vita. Potete vedere che non ha dato soltanto un po' di cibo, ma tutti i suoi viveri; non ha tenuto nulla per sé; la sua ospitalità l'ha portata a un dono totale, così la sua fede l'ha condotta a una fiducia totale.    

Sant'Ambrogio (circa 340-397), vescovo di Milano e dottore della Chiesa     - Sulle vedove ; PL 16, 247-276    

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