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Liturgia Sett. 07 Giorno 41

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Martedì, 12 Dicembre 2017 -
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Liturgia Sett. 07 Giorno 41

Il tempo di contrastare la logica della paura con l'etica della responsabilità è adesso, così da promuovere un clima di fiducia e di dialogo sincero..

Papa Francesco

Liturgia del Giorno

Mercoledì della V settimana delle ferie del Tempo Ordinario
S. Pedro de Jesús Maldonado Lucero, sac. e martire († 1937),  S. Marguerite d'Oingt, monaca certosina e mistica († 1310)

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Prima Lettura

Libro della Genesi 2,4b-9.15-17.

Queste le origini del cielo e della terra, quando vennero creati. Quando il Signore Dio fece la terra e il cielo, nessun cespuglio campestre era sulla terra, nessuna erba campestre era spuntata - perché il Signore Dio non aveva fatto piovere sulla terra e nessuno lavorava il suolo e faceva salire dalla terra l'acqua dei canali per irrigare tutto il suolo -; allora il Signore Dio plasmò l'uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l'uomo divenne un essere vivente. Poi il Signore Dio piantò un giardino in Eden, a oriente, e vi collocò l'uomo che aveva plasmato. Il Signore Dio fece germogliare dal suolo ogni sorta di alberi graditi alla vista e buoni da mangiare, tra cui l'albero della vita in mezzo al giardino e l'albero della conoscenza del bene e del male. Il Signore Dio prese l'uomo e lo pose nel giardino di Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse. Il Signore Dio diede questo comando all'uomo: "Tu potrai mangiare di tutti gli alberi del giardino, ma dell'albero della conoscenza del bene e del male non devi mangiare, perché, quando tu ne mangiassi, certamente moriresti".

Salmi

Salmi 104(103),1-2a.27-28.29bc-30.

Benedici il Signore, anima mia, Signore, mio Dio, quanto sei grande! Rivestito di maestà e di splendore, avvolto di luce come di un manto. Tu stendi il cielo come una tenda, Tutti da te aspettano che tu dia loro il cibo in tempo opportuno. Tu lo provvedi, essi lo raccolgono, tu apri la mano, si saziano di beni. Se togli loro il respiro, muoiono e ritornano nella loro polvere. Mandi il tuo spirito, sono creati, e rinnovi la faccia della terra.

Seconda Lettura

Non prevista per la giornata odierna

Vangelo

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Marco 7,14-23.

Chiamata di nuovo la folla, diceva loro: «Ascoltatemi tutti e intendete bene: non c'è nulla fuori dell'uomo che, entrando in lui, possa contaminarlo; sono invece le cose che escono dall'uomo a contaminarlo». . Quando entrò in una casa lontano dalla folla, i discepoli lo interrogarono sul significato di quella parabola. E disse loro: «Siete anche voi così privi di intelletto? Non capite che tutto ciò che entra nell'uomo dal di fuori non può contaminarlo, perché non gli entra nel cuore ma nel ventre e va a finire nella fogna?». Dichiarava così mondi tutti gli alimenti. Quindi soggiunse: «Ciò che esce dall'uomo, questo sì contamina l'uomo. Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono le intenzioni cattive: fornicazioni, furti, omicidi, adultèri, cupidigie, malvagità, inganno, impudicizia, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dal di dentro e contaminano l'uomo».

Commento alle letture

« Crea in me, o Dio, un cuore puro » (Sal 51,12)    

    Se con lÂ’impegno di una vita perfetta laverai le brutture che hanno coperto il tuo cuore, risplenderà in te nuovamente la divina bellezza. Come il ferro, prima annerito, liberato dalla ruggine splende al sole, così anche l'uomo interiore, che il Signore definisce “il cuore”, quando avrà rimosso da sé la ruggine del male, recupererà la somiglianza con la forma originale e primitiva (Gen 1, 27), e sarà buono. Infatti chi assomiglia alla Bontà, è necessariamente buono...                  In tal modo diviene beato chi ha il cuore puro (Mt 5, 8), perché mentre guarda la sua purezza scorge, attraverso questa immagine, la sua prima e principale forma. Coloro che vedono il sole in uno specchio, benché non fissino i loro occhi in cielo, vedono il sole non meno bene di quelli che guardano direttamente l'astro luminoso. Così anche voi, benché le vostre forze non siano sufficienti per scorgere e contemplare la luce inaccessibile, se ritornerete alla grazia originaria, troverete in voi ciò che cercate.     La divinità infatti è purezza, è assenza di passioni, è lontananza da ogni male. Se dunque queste realtà sono in te, Dio è senz'altro in te. Quando pertanto la tua anima sarà pura da ogni sorta di vizi, libera da passioni e difetti e lontana da ogni inquinamento, allora sarai felice perché il tuo sguardo sarà limpido.    

San Gregorio Nisseno (ca 335-395), monaco e vescovo     - Omelie sulle Beatitudini, 6, PG 44, 1269    

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