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Liturgia Sett. 05 Giorno 25

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Mercoledì, 21 Febbraio 2018 -
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Liturgia Sett. 05 Giorno 25

Paolo ritiene che il male si compie perché non sono accolti il bene, l'amore, la verità di Dio e i segni di sé che egli stesso manifesta nella natura e nel cuore dell'essere umano. Tale cecità e tale rifiuto conducono alla malvagità..

Padre Gabriele Amorth

Liturgia del Giorno

Santi Timoteo e Tito, vescovi, memoria
SS. Timoteo e Tito, vescovi (memoria),  B. Gabriele Maria Allegra, missionario O.F.M. (1907-1976)

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Prima Lettura

Seconda lettera di san Paolo apostolo a Timoteo 1,1-8.

Paolo, apostolo di Cristo Gesù per volontà di Dio, per annunziare la promessa della vita in Cristo Gesù, al diletto figlio Timòteo: grazia, misericordia e pace da parte di Dio Padre e di Cristo Gesù Signore nostro. Ringrazio Dio, che io servo con coscienza pura come i miei antenati, ricordandomi sempre di te nelle mie preghiere, notte e giorno; mi tornano alla mente le tue lacrime e sento la nostalgia di rivederti per essere pieno di gioia. Mi ricordo infatti della tua fede schietta, fede che fu prima nella tua nonna Lòide, poi in tua madre Eunìce e ora, ne sono certo, anche in te. Per questo motivo ti ricordo di ravvivare il dono di Dio che è in te per l'imposizione delle mie mani. Dio infatti non ci ha dato uno Spirito di timidezza, ma di forza, di amore e di saggezza. Non vergognarti dunque della testimonianza da rendere al Signore nostro, né di me, che sono in carcere per lui; ma soffri anche tu insieme con me per il vangelo, aiutato dalla forza di Dio.

Salmi

Salmi 96(95),1-2a.2b-3.7-8a.10.

Cantate al Signore un canto nuovo, cantate al Signore da tutta la terra. Cantate al Signore, benedite il suo nome. Annunziate di giorno in giorno la sua salvezza; In mezzo ai popoli raccontate la sua gloria, a tutte le nazioni dite i suoi prodigi. Date al Signore, o famiglie dei popoli, date al Signore gloria e potenza, date al Signore la gloria del suo nome. Dite tra i popoli: "Il Signore regna!". Sorregge il mondo, perché non vacilli; giudica le nazioni con rettitudine.

Seconda Lettura

Non prevista per la giornata odierna

Vangelo

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 10,1-9.

In quel tempo,  il Signore designò altri settantadue discepoli e li inviò a due a due avanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. Diceva loro: «La messe è molta, ma gli operai sono pochi. Pregate dunque il padrone della messe perché mandi operai per la sua messe. Andate: ecco io vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né bisaccia, né sandali e non salutate nessuno lungo la strada. In qualunque casa entriate, prima dite: Pace a questa casa. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché l'operaio è degno della sua mercede. Non passate di casa in casa. Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà messo dinanzi, curate i malati che vi si trovano, e dite loro: Si è avvicinato a voi il regno di Dio».

Commento alle letture

Il padrone della messe    

    Nel brano del Vangelo letto poc'anzi veniamo esortati a cercare e, se possibile, a spiegare quale sia la messe di cui il Signore dice: “La messe è molta ma gli operai sono pochi. Pregate il padrone della messe di mandare operai per la sua messe”. Allora ai suoi dodici discepoli, ch'egli chiamò anche Apostoli, ne aggiunse altri settantadue e l'inviò tutti quanti - come appare dalle sue parole - alla messe già pronta. Qual'era dunque quella messe? Essa infatti non si trovava tra i pagani, ove nulla era stato seminato. Resta perciò da intendere che tale messe si trovava nel popolo dei giudei; è per mietere là che è venuto il padrone della messe; ai pagani invece non inviò dei mietitori, ma dei seminatori. Dobbiamo dunque intendere per messe quella cresciuta nel popolo dei giudei, poiché da quel campo di grano furono scelti gli stessi Apostoli; in quel campo era già pronto il grano che doveva essere mietuto, poiché già i Profeti vi avevano gettato la semente. Â…    Il Signore disse ai suoi discepoli: “Voi dite che l'estate è ancora lontana, ma alzate gli occhi e guardate i campi che già sono biondi per la mietitura” (Gv 4,35), e soggiunse: “Altri lavorarono e voi siete venuti a raccogliere i frutti della loro fatica” (v.38). Lavorarono Abramo, Isacco, Giacobbe, Mosè e i Profeti seminando. Alla sua venuta il Signore ha trovato il grano maturo ed ha mandato i mietitori con la falce del Vangelo.    

Sant'Agostino (354-430), vescovo d'Ippona (Nord Africa) e dottore della Chiesa     - Discorso 101 ; PL 38,605ss (Trad. Nuova Biblioteca Agostiniana)    

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