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Liturgia Sett. 52 Giorno 361

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Mercoledì, 21 Febbraio 2018 -
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Liturgia Sett. 52 Giorno 361

Colui che si accosta alla Comunione deve farlo come l'affamato che mangia, come l'assetato che beve; come chi non sopporta di dover aspettare e veder ritardare una grazia così grande..

Baldovino di Ford

Liturgia del Giorno

Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe, festa - Anno B
SS. Innocenti, Martiri (festa),  S. Gaspare Del Bufalo, sacerdote e fondatore (1786-1837)

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Prima Lettura

Libro della Genesi 15,1-6.21,1-3.

In quei giorni, fu rivolta ad Abram in visione questa parola del Signore: "Non temere, Abram. Io sono il tuo scudo; la tua ricompensa sarà molto grande". Rispose Abram: "Mio Signore Dio, che mi darai? Io me ne vado senza figli e l'erede della mia casa è Eliezer di Damasco". Soggiunse Abram: "Ecco a me non hai dato discendenza e un mio domestico sarà mio erede". Ed ecco gli fu rivolta questa parola dal Signore: "Non costui sarà il tuo erede, ma uno nato da te sarà il tuo erede". Poi lo condusse fuori e gli disse: "Guarda in cielo e conta le stelle, se riesci a contarle" e soggiunse: "Tale sarà la tua discendenza". Egli credette al Signore, che glielo accreditò come giustizia. Il Signore visitò Sara, come aveva detto, e fece a Sara come aveva promesso. Sara concepì e partorì ad Abramo un figlio nella vecchiaia, nel tempo che Dio aveva fissato. Abramo chiamò Isacco il figlio che gli era nato, che Sara gli aveva partorito.

Salmi

Salmi 105(104),1b-2.3-4.5-6.8-9.

Lodate il Signore e invocate il suo nome, proclamate tra i popoli le sue opere. Cantate a lui canti di gioia, meditate tutti i suoi prodigi. Gloriatevi del suo santo nome: gioisca il cuore di chi cerca il Signore. Cercate il Signore e la sua potenza, cercate sempre il suo volto. Ricordate le meraviglie che ha compiute, i suoi prodigi e i giudizi della sua bocca. Voi stirpe di Abramo, suo servo, figli di Giacobbe, suo eletto. Ricorda sempre la sua alleanza: parola data per mille generazioni, l'alleanza stretta con Abramo e il suo giuramento ad Isacco.

Seconda Lettura

Lettera agli Ebrei 11,8.11-12.17-19.

Fratelli, per fede Abramo, chiamato da Dio, obbedì partendo per un luogo che doveva ricevere in eredità, e partì senza sapere dove andava. Per fede anche Sara, sebbene fuori dell'età, ricevette la possibilità di diventare madre perché ritenne fedele colui che glielo aveva promesso. Per questo da un uomo solo, e inoltre già segnato dalla morte, nacque una discendenza numerosa come le stelle del cielo e come la sabbia innumerevole che si trova lungo la spiaggia del mare. Per fede Abramo, messo alla prova, offrì Isacco e proprio lui, che aveva ricevuto le promesse, offrì il suo unico figlio, del quale era stato detto: In Isacco avrai una discendenza che porterà il tuo nome. Egli pensava infatti che Dio è capace di far risorgere anche dai morti: per questo lo riebbe e fu come un simbolo.

Vangelo

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 2,22-40.

Quando venne il tempo della loro purificazione secondo la Legge di Mosè, Maria e Giuseppe portarono il bambino a Gerusalemme per offrirlo al Signore, come è scritto nella Legge del Signore: ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore; e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o di giovani colombi, come prescrive la Legge del Signore. Ora a Gerusalemme c'era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e timorato di Dio, che aspettava il conforto d'Israele; lo Spirito Santo che era sopra di lui, gli aveva preannunziato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Messia del Signore. Mosso dunque dallo Spirito, si recò al tempio; e mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per adempiere la Legge, lo prese tra le braccia e benedisse Dio: «Ora lascia, o Signore, che il tuo servo vada in pace secondo la tua parola; perché i miei occhi han visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli, luce per illuminare le genti e gloria del tuo popolo Israele». Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e parlò a Maria, sua madre: «Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l'anima». C'era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto col marito sette anni dal tempo in cui era ragazza, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme. Quando ebbero tutto compiuto secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nazaret. Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era sopra di lui.

Commento alle letture

« Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui »    

    Che dirò dunque di questo mistero? Vedo un falegname e una mangiatoia, vedo un bambino e panni e fasce, il parto di una vergine, privata delle cose più necessarie, tutti i segni dellÂ’indigenza, il peso della povertà. Hai mai visto la ricchezza in una tale povertà? In che modo egli, ricco, si è fatto povero per noi (2 Cor 8,9) al punto che, senza culla, né coperte, è deposto in una povera mangiatoia?Â… O immensa ricchezza nascosta sotto le parvenze della povertà! Giace in una mangiatoia e scuote tutto il mondo; è avvolto in fasce e spezza le catene del peccato; non balbetta ancora e istruisce i Magi affinché cambino strada. Il mistero supera la parola!     Ecco: il bambino è avvolto in fasce e giace in una mangiatoia; ma gli sta accanto Maria, che è insieme vergine e madre; gli sta accanto anche Giuseppe che è chiamato suo padre. Questi ha sposato Maria, ma è lo Spirito Santo che lÂ’ha coperta con la sua ombra. Per questo Giuseppe, perplesso, non sapeva come chiamare il bambinoÂ… Ma mentre era assorto in tali pensieri, dalla voce di un angelo gli era stato portato lÂ’annuncio del cielo: «Non temere, Giuseppe, perché quello che è generato in lei viene dallo Spirito Santo» (Mt 1,20)Â… Perché poi il Salvatore nasce da una vergine? Proprio perché un giorno il diavolo aveva sedotto Eva vergine, che generò la causa della morte, lÂ’angelo Gabriele recò il lieto annunzio a Maria Vergine che generò il Verbo fatto carne che ci porta la vita eterna.     

San Giovanni Crisostomo (ca 345-407), sacerdote ad Antiochia poi vescovo di Costantinopoli, dottore della Chiesa     - Omelia per il giorno di Natale  ; PG 56, 392    

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