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Liturgia Sett. 52 Giorno 360

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Martedì, 20 Febbraio 2018 -
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Liturgia Sett. 52 Giorno 360

In te, o Dio, vi saranno sempre nuove e magnifiche profondità da penetrare e attributi differenti da cogliere, ricominceremo per sempre a contemplarti..

John Henry Newman

Liturgia del Giorno

San Giovanni, apostolo ed evangelista, festa
S. Giovanni, apostolo ed evangelista (festa),  B. Odoardo Focherini, giornalista e martire (1907-1944)

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Prima Lettura

Prima lettera di san Giovanni apostolo 1,1-4.

Carissimi, ciò che era fin da principio, ciò che noi abbiamo udito, ciò che noi abbiamo veduto con i nostri occhi, ciò che noi abbiamo contemplato e ciò che le nostre mani hanno toccato, ossia il Verbo della vita (poiché la vita si è fatta visibile, noi l'abbiamo veduta e di ciò rendiamo testimonianza e vi annunziamo la vita eterna, che era presso il Padre e si è resa visibile a noi), quello che abbiamo veduto e udito, noi lo annunziamo anche a voi, perché anche voi siate in comunione con noi. La nostra comunione è col Padre e col Figlio suo Gesù Cristo. Queste cose vi scriviamo, perché la nostra gioia sia perfetta.

Salmi

Salmi 97(96),1-2.5-6.11-12.

Il Signore regna, esulti la terra, gioiscano le isole tutte. Nubi e tenebre lo avvolgono, giustizia e diritto sono la base del suo trono. I monti fondono come cera davanti al Signore, davanti al Signore di tutta la terra. I cieli annunziano la sua giustizia e tutti i popoli contemplano la sua gloria. Una luce si è levata per il giusto, gioia per i retti di cuore. Rallegratevi, giusti, nel Signore, rendete grazie al suo santo nome.

Seconda Lettura

Non prevista per la giornata odierna

Vangelo

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 20,2-8.

Nel giorno dopo il sabato, Maria di Magdala corse e andò da Simon Pietro e dall'altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l'hanno posto!». Uscì allora Simon Pietro insieme all'altro discepolo, e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l'altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Chinatosi, vide le bende per terra, ma non entrò. Giunse intanto anche Simon Pietro che lo seguiva ed entrò nel sepolcro e vide le bende per terra, e il sudario, che gli era stato posto sul capo, non per terra con le bende, ma piegato in un luogo a parte. Allora entrò anche l'altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette.

Commento alle letture

« Ciò che era fin da principioÂ…, ciò che noi abbiamo contemplatoÂ…, noi lo annunziamo anche a voi » (1Gv 1,1-3)    

    Pietro e Giovanni corsero insieme tutti e due al sepolcro. La tomba di Cristo è la sacra Scrittura, nella quale i misteri più oscuri della sua divinità e della sua umanità sono difesi, se posso dire, con una muraglia di roccia. Ma Giovanni corre più veloce di Pietro, poiché la potenza della contemplazione totalmente purificata penetra nei segreti delle opere divine con uno sguardo più acuto e più vivo della potenza dellÂ’azione, che ha ancora bisogno di essere purificata.     Pietro entra tuttavia per primo nel sepolcro; Giovanni lo segue. Tutti e due corrono, e tutti e due entrano. Pietro è lÂ’immagine della fede, e Giovanni rappresenta lÂ’intelligenzaÂ… La fede deve dunque entrare per prima nel sepolcro, immagine della sacra Scrittura, e lÂ’intelligenza, entrare dietro di essaÂ…     Pietro, che rappresenta anche la pratica  delle virtù, vede, grazie alla potenza della fede e dellÂ’azione, il Figlio di Dio racchiuso in modo ineffabile e meraviglioso nei limiti della carne. Giovanni, che rappresenta la contemplazione massima della verità, ammira il Verbo di Dio, perfetto in se stesso e infinito nella sua origine, cioè nel Padre suo. Pietro, condotto dalla rivelazione divina, guarda allo stesso tempo le cose eterne e le cose di questo mondo, riunite in Cristo. Giovanni contempla e annunzia lÂ’eternità del Verbo per farlo conoscere alle anime credenti.     Per questo dico che Giovanni è unÂ’aquila spirituale dal volo veloce, che vede Dio; lo chiamo teologo. Domina tutta la creazione visibile e invisibile, va al di là di ogni facoltà dellÂ’intelletto, ed entra, divinizzato, in Dio che gli dà di condividere la sua vita divina.    

Giovanni Scoto Eriugena (?-ca 870), benedettino irlandese     - Discorso sul prologo di san Giovanni §2    

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