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Liturgia Sett. 51 Giorno 353

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Giovedì, 23 Novembre 2017 -
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Liturgia Sett. 51 Giorno 353

Sono più saggio di tutti i miei maestri, perché medito i tuoi insegnamenti..

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Liturgia del Giorno

Ferie di Avvento dal 17 al 24: 20 dicembre
B. Vincenzo Romano, sacerdote (1751-1831),  B. Michal (Michele) Piaszczynski, sac. e martire (1885-1940)

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Prima Lettura

Libro di Isaia 7,10-14.

In quei giorni, il Signore parlò ad Acaz : «Chiedi un segno dal Signore tuo Dio, dal profondo degli inferi oppure lassù in alto». Ma Acaz rispose: «Non lo chiederò, non voglio tentare il Signore». Allora Isaia disse: « Ascoltate, casa di Davide! Non vi basta di stancare la pazienza degli uomini, perché ora vogliate stancare anche quella del mio Dio? Pertanto il Signore stesso vi darà un segno. Ecco: la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele: Dio-con-noi».

Salmi

Salmi 24(23),1-2.3-4ab.5-6.

Del Signore è la terra e quanto contiene, l'universo e i suoi abitanti. È lui che l'ha fondata sui mari, e sui fiumi l'ha stabilita. Chi salirà il monte del Signore, chi starà nel suo luogo santo? Chi ha mani innocenti e cuore puro, chi non pronunzia menzogna. Otterrà benedizione dal Signore, giustizia da Dio sua salvezza. Ecco la generazione che lo cerca, che cerca il tuo volto, Dio di Giacobbe.

Seconda Lettura

Non prevista per la giornata odierna

Vangelo

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 1,26-38.

In quel tempo, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te». A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. L'angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Allora Maria disse all'angelo: «Come è possibile? Non conosco uomo». Le rispose l'angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto». E l'angelo partì da lei.

Commento alle letture

“Eccomi, sono la serva del Signore”    

    Â“L'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret”. Siete sorpresi che Nazaret, piccola città, sia onorata dal messaggio di un grande Re, e che messaggio! EÂ’ che in questo borgo si cela un grande tesoro: è nascosto agli uomini, ma non a Dio. Maria, non è forse il tesoro di Dio? Dovunque ella sia, Dio la segue. I suoi occhi sono posati su di lei; non toglie lo sguardo dallÂ’umile sua serva.    Se lÂ’Unigenito Figlio del Padre conosce il cielo, conosce anche Nazaret. Potrebbe forse non conoscere la sua patria e la sua eredità? Gli appartiene il cielo di suo Padre, e Nazaret di sua madre, poiché si è definito sia Figlio di Davide, sia Signore (Mt 22,42,ss)Â…    Â“Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio”. E quale grazia! Grazia piena, unica, particolareÂ…: tanto più particolare perché è per tuttiÂ… Grazia unica, poiché tu sola, Maria, hai la pienezza; grazia universale, poiché tutto quanto Dio ha creato possiede la sua parte di pienezza: “Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo!” (Lc 1,42). Non è che tuo il frutto del tuo grembo, ma arriva a tutti per tua mediazioneÂ… In te sola questo Re tanto grande si è fatto nulla, questo grande sovrano si è umiliato, questo Dio infinito si è fatto bambino. Si è fatto inferiore agli angeli (Eb 2,7); vero Dio e Figlio di Dio, si è incarnato. Ma a che scopo? Per arricchirci della sua povertà, elevarci col suo abbassarsi, farci grandi col suo farsi piccolo, unirci a Dio facendosi uomo, perché diventiamo con lui un solo corpo (2Cor 8,9; 1Cor 6,17).    

San Bernardo (1091-1153), monaco cistercense e dottore della Chiesa     - Discorso per lÂ’Annunciazione, §7-8    

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