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Liturgia Sett. 49 Giorno 337

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Martedì, 12 Dicembre 2017 -
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Liturgia Sett. 49 Giorno 337

Per quanti hanno come valore principale della propria esistenza l'interesse e l'ambizione, questo è posto al di sopra di qualsiasi verità, e tutto gli viene sottomesso e condizionato, perché, conclude amaro l'evangelista «amavano la gloria degli uomini più della gloria di Dio» (Gv 12,43)..

Alberto Maggi

Liturgia del Giorno

Giovedì della I settimana di Avvento
S. Giovanni Calabria, sacerdote e fondatore (1873-1954),  S. Giovanni Damasceno, dottore della Chiesa (ca. 676-749)

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Prima Lettura

Libro di Isaia 26,1-6.

In quel giorno si canterà questo canto nel paese di Giuda: «Abbiamo una città forte; egli ha eretto a nostra salvezza mura e baluardo. Aprite le porte: entri il popolo giusto che mantiene la fedeltà. Il suo animo è saldo; tu gli assicurerai la pace, pace perché in te ha fiducia. Confidate nel Signore sempre, perché il Signore è una roccia eterna; perché egli ha abbattuto coloro che abitavano in alto; la città eccelsa l'ha rovesciata, rovesciata fino a terra, l'ha rasa al suolo. I piedi la calpestano, i piedi degli oppressi, i passi dei poveri».

Salmi

Salmi 118,1.8-9.19-21.25-27a.

Celebrate il Signore, perché è buono; perché eterna è la sua misericordia. È meglio rifugiarsi nel Signore che confidare nell'uomo. È meglio rifugiarsi nel Signore che confidare nei potenti. Apritemi le porte della giustizia: voglio entrarvi e rendere grazie al Signore. È questa la porta del Signore, per essa entrano i giusti. Ti rendo grazie, perché mi hai esaudito, perché sei stato la mia salvezza. Dona, Signore, la tua salvezza, dona, Signore, la vittoria! Benedetto colui che viene nel nome del Signore. Vi benediciamo dalla casa del Signore; Dio, il Signore è nostra luce.

Seconda Lettura

Non prevista per la giornata odierna

Vangelo

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 7,21.24-27.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, è simile a un uomo saggio che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa non cadde, perché era fondata sopra la roccia. Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, è simile a un uomo stolto che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde, e la sua rovina fu grande».

Commento alle letture

“Non chiunque mi dice: Signore, Signore, Â… ma colui che fa la volontà del Padre mio”    

    Sembra facilissimo dire che si offre la propria volontà al potere di un altro. Ma quando si viene al dunque, si capisce che non cÂ’è niente di tanto difficile che conformarvisi come convieneÂ… Il Signore sa ciò che ognuno può sopportare; e quando incontra unÂ’anima forte, non si ferma fino a che abbia compiuto in lei la sua volontà.    Voglio spiegarvi o ricordarvi cosÂ’è la sua volontà. Non temete che voglia darvi ricchezze, piaceri, onori, né tutti gli altri beni della terra. Vi ama troppo e stima troppo il tempo presente che gli offrite: ecco perché vuole ricompensarvi degnamente e vi dà il suo Regno, anche fin da questa vita.    Volete sapere come si comporta verso coloro che gli fanno sinceramente questa richiesta: “Sia fatta la tua volontà”?... Guardate ciò che il Padre ha dato a suo Figlio che amava al di sopra di tutto, da ciò conoscerete qual è la sua volontà. Sì, tali sono i doni che ci fa in questo mondo. Sono della misura del suo amore per noi. Ne dà più a coloro che ama di più, e meno a coloro che ama meno. Si regola anche secondo il coraggio che scopre in ognuno di noi e lÂ’amore che abbiamo per lui. Vede che siamo capaci di soffrire molto per lui quando lo si ama molto, ma di soffrire poco quando lo si ama poco. Sono persuasa che la misura della forza di sopportare una grande croce o una piccola, è la misura del nostro amore. Ecco perché se avete questo amore, sarete vigilanti, parlando a un sì gran Signore, in modo che le vostre parole non siano complimentiÂ… Se non abbandoniamo completamente la nostra volontà al Signore, affinché lui stesso si prenda cura dei nostri interessi, non ci lascerà mai bere alla sua fontana dÂ’acqua viva.    

Santa Teresa d'Avila (1515-1582), carmelitana, dottore della Chiesa     - Il Cammino della perfezione, cap. 32, 5-9    

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