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Liturgia Sett. 46 Giorno 319

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Venerdì, 25 Maggio 2018 - If your browser doesn't automatically go there within a few seconds, you may want to go to Evangelizo Reader manually. If your browser doesn't automatically go there within a few seconds, you may want to go to Evangelizo Reader manually.
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Liturgia Sett. 46 Giorno 319

Chi vive una situazione di difficoltà o di fallimento matrimoniale ha diritto di vedere in colui a cui si confida (sacerdote o laico) non tanto il difensore di un ordine morale costituito, ma un padre o un fratello che cerca di capire la situazione, che si sforza di leggere «dall'interno» il problema mettendosi insieme davanti a Dio che ama e che vuole il vero bene della persona..

Sergio Nicolli

Liturgia del Giorno

XXXIII Domenica del Tempo Ordinario - Anno A
S. Gertrud von Helfta (la Grande), vergine (1256-1302),  S. Giuseppe Moscati «Il Medico Santo» di Napoli

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Prima Lettura

Libro de Proverbi 31,10-13.19-20.30-31.

Una donna perfetta chi potrà trovarla? Ben superiore alle perle è il suo valore.In lei confida il cuore del marito e non verrà a mancargli il profitto.Essa gli dà felicità e non dispiacere per tutti i giorni della sua vita.Si procura lana e lino e li lavora volentieri con le mani.Stende la sua mano alla conocchia e mena il fuso con le dita.Apre le sue mani al misero, stende la mano al povero.Fallace è la grazia e vana è la bellezza, ma la donna che teme Dio è da lodare.Datele del frutto delle sue mani e le sue stesse opere la lodino alle porte della città.

Salmi

Salmi 128(127),1-2.3.4-5.

Beato l'uomo che teme il Signore e cammina nelle sue vie. Vivrai del lavoro delle tue mani, sarai felice e godrai d'ogni bene. La tua sposa come vite feconda nell'intimità della tua casa; i tuoi figli come virgulti d'ulivo intorno alla tua mensa. Così sarà benedetto l'uomo che teme il Signore. Ti benedica il Signore da Sion! Possa tu vedere la prosperità di Gerusalemme per tutti i giorni della tua vita.

Seconda Lettura

Prima lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicesi 5,1-6.

Fratelli, riguardo ai tempi e ai momenti, non avete bisogno che ve ne scriva; infatti voi ben sapete che come un ladro di notte, così verrà il giorno del Signore. E quando si dirà: "Pace e sicurezza", allora d'improvviso li colpirà la rovina, come le doglie una donna incinta; e nessuno scamperà. Ma voi, fratelli, non siete nelle tenebre, così che quel giorno possa sorprendervi come un ladro: voi tutti infatti siete figli della luce e figli del giorno; noi non siamo della notte, né delle tenebre. Non dormiamo dunque come gli altri, ma restiamo svegli e siamo sobrii.

Vangelo

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 25,14-30.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: «Un uomo, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni. A uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno, a ciascuno secondo la sua capacità, e partì. Colui che aveva ricevuto cinque talenti, andò subito a impiegarli e ne guadagnò altri cinque. Così anche quello che ne aveva ricevuti due, ne guadagnò altri due. Colui invece che aveva ricevuto un solo talento, andò a fare una buca nel terreno e vi nascose il denaro del suo padrone. Dopo molto tempo il padrone di quei servi tornò, e volle regolare i conti con loro. Colui che aveva ricevuto cinque talenti, ne presentò altri cinque, dicendo: Signore, mi hai consegnato cinque talenti; ecco, ne ho guadagnati altri cinque. Bene, servo buono e fedele, gli disse il suo padrone, sei stato fedele nel poco, ti darò autorità su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone. Presentatosi poi colui che aveva ricevuto due talenti, disse: Signore, mi hai consegnato due talenti; vedi, ne ho guadagnati altri due. Bene, servo buono e fedele, gli rispose il padrone, sei stato fedele nel poco, ti darò autorità su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone. Venuto infine colui che aveva ricevuto un solo talento, disse: Signore, so che sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso; per paura andai a nascondere il tuo talento sotterra; ecco qui il tuo. Il padrone gli rispose: Servo malvagio e infingardo, sapevi che mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso; avresti dovuto affidare il mio denaro ai banchieri e così, ritornando, avrei ritirato il mio con l'interesse. Toglietegli dunque il talento, e datelo a chi ha i dieci talenti. Perché a chiunque ha sarà dato e sarà nell'abbondanza; ma a chi non ha sarà tolto anche quello che ha. E il servo fannullone gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti».

Commento alle letture

« Un uomo... chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni  »    

    Questo proprietario è senz'alcun dubbio Cristo. Dopo la risurrezione, sul punto di salire vittoriosamente al Padre suo, chiamò gli apostoli e affidò loro la dottrina del Vangelo, donando a qualcuno di più, ad un altro di meno, mai troppo né troppo poco, bensì a seconda delle forze di coloro che la ricevevano. Allo stesso modo l'apostolo Paolo dice che ha nutrito con il latte coloro che non erano capaci di prendere un nutrimento solido (1 Cor 3,2)...     Cinque, due, un talento: capiamo qui le varie grazie accordate a ciascuno, cioè per il primo i cinque sensi, per il secondo l'intelligenza della fede e delle opere, per il terzo la ragione che ci distingue dalle altre creature. “Colui che aveva ricevuto cinque talenti, andò subito a impiegarli e ne guadagnò altri cinque”. Cioè a partire dai sensi fisici e materiali che aveva ricevuti, ha aggiunto la conoscenza della cose celesti; la sua intelligenza si è elevata dalle creature al Creatore, dal corporeo all'incorporeo, dal visibile all'invisibile, dal passeggero all'eterno. “Colui che ne aveva ricevuti due, ne guadagnò altri due”. Anche questi, a seconda delle sue forze, ha raddoppiato, alla scuola del Vangelo, ciò che aveva imparato alla scuola della Legge. Ebbene si potrebbe dire che ha capito che l'intelligenza della fede e delle opere della vita presente conduce alla felicità a venire. “Colui invece che aveva ricevuto un solo talento, andò a fare una buca nel terreno e vi nascose il denaro del suo padrone”. Preso dalle opere di quaggiù, dai piaceri di questo mondo, il servo malvagio ha trascurato i comandamenti di Dio. Notiamo tuttavia che secondo un altro evangelista l'ha riposto in un fazzoletto: possiamo intendere da ciò che ha perso il vigore dell'insegnamento del maestro con una vita dedita a mollezze e piaceri...     Con lo stesso elogio il padrone accoglie i primi due serviÂ… “Prendi parte alla gioia del tuo Padrone, dice, e ricevi quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì, né mai entrarono in cuore di uomo” (1 Cor 2,9). Quale ricompensa più grande può essere accordata a un servo fedele?    

San Girolamo (347-420), sacerdote, traduttore della Bibbia, dottore della Chiesa     -     

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