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Liturgia Sett. 46 Giorno 318

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Martedì, 12 Dicembre 2017 -
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Liturgia Sett. 46 Giorno 318

La logica della famiglia è quella dei tempi lunghi, della responsabilità e dell'impegno, della dipendenza, della cura e del legame. L'individualizzazione, invece, segue la logica del dinamismo e della frammentarietà, del disimpegno o dell'impegno flessibile, dell'autonomia e della connessione. Due logiche antitetiche, quindi, inevitabilmente destinate a non incontrarsi..

Anna Zenarolla

Liturgia del Giorno

Sabato della XXXII settimana delle ferie del Tempo Ordinario
S. Albert der Große, vescovo e dottore della Chiesa († 1280),  B. Maddalena Caterina Morano, suora F.M.A. (1847-1908)

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Prima Lettura

Terza lettera di san Giovanni apostolo 1,5-8.

Carissimo, tu ti comporti fedelmente in tutto ciò che fai in favore dei fratelli, benché forestieri.Essi hanno reso testimonianza della tua carità davanti alla Chiesa, e farai bene a provvederli nel viaggio in modo degno di Dio,perché sono partiti per amore del nome di Cristo, senza accettare nulla dai pagani.Noi dobbiamo perciò accogliere tali persone per cooperare alla diffusione della verità.

Salmi

Salmi 112(111),1-2.3-4.5-6.

Beato l'uomo che teme il Signore e trova grande gioia nei suoi comandamenti. Potente sulla terra sarà la sua stirpe, la discendenza dei giusti sarà benedetta. Onore e ricchezza nella sua casa, la sua giustizia rimane per sempre. Spunta nelle tenebre come luce per i giusti, buono, misericordioso e giusto. Felice l'uomo pietoso che dà in prestito, amministra i suoi beni con giustizia. Egli non vacillerà in eterno: il giusto sarà sempre ricordato.

Seconda Lettura

Non prevista per la giornata odierna

Vangelo

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 18,1-8.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi: «C'era in una città un giudice, che non temeva Dio e non aveva riguardo per nessuno. In quella città c'era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: Fammi giustizia contro il mio avversario. Per un certo tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: Anche se non temo Dio e non ho rispetto di nessuno, poiché questa vedova è così molesta le farò giustizia, perché non venga continuamente a importunarmi». E il Signore soggiunse: «Avete udito ciò che dice il giudice disonesto. E Dio non farà giustizia ai suoi eletti che gridano giorno e notte verso di lui, e li farà a lungo aspettare? Vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell'uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?».

Commento alle letture

“Bisogna pregare sempre, senza stancarsi”    

    Lo scopo del monaco e la perfezione del cuore consistono nel perseverare senza posa nella preghiera. Per quanto è concesso alla debolezza umana, si tratta di uno sforzo verso la pace assoluta dellÂ’anima e verso un cuore perfettamente puro. Questa è la ragione che ci fa affrontare il lavoro del corpo e cercare in tutti i modi la vera contrizione del cuore, con una costanza che nulla teme.    Per avere il fervore e la purezza necessaria, la preghiera richiede totale fedeltà ai seguenti punti. Dapprima una libertà completa da ogni inquietudine in rapporto al mondo. Non cÂ’è alcun argomento, alcun interesse la cui preoccupazione non debba essere assolutamente cancellata. Rinunciare contemporaneamente alla maldicenza, al chiacchiericcio, ad ogni parola vana e ad ogni stupidaggine. Prima di tutto, far scomparire fino in fondo il sentimento di rabbia e di tristezza. Far morire in sé ogni desiderio carnale e lÂ’attaccamento al denaroÂ… Dopo questa purificazione che assicura la purezza e la semplicità, occorre gettare il fondamento incrollabile di una profonda umiltà, capace di sostenere la torre spirituale che deve raggiungere il cielo. Infine, perché lassù poggi lÂ’edificio spirituale delle virtù, occorre negare allÂ’anima ogni dispersione in divagazioni e pensieri futili. Allora, comincia ad elevarsi poco a poco un cuore purificato e libero, fino alla contemplazione di Dio e allÂ’intuizione delle realtà spirituali.    

San Giovanni Cassiano (v. 360-435), fondatore di monastero a Marsiglia     - Conferenze, n° 9 ; SC 34    

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