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Liturgia Sett. 39 Giorno 267

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Martedì, 12 Dicembre 2017 -
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Liturgia Sett. 39 Giorno 267

Dio non misura la sua grazia facendo un bilancio del mio passato, delle mie buone e delle mie cattive azioni. Mi dà la grazia secondo la mia fede di oggi: «Che sia fatto secondo la tua fede!». Poco importa il passato, se oggi decido di credere, di sperare, di amare, ho la certezza di poter contare su tutto l'amore di Dio..

Jacques Philippe

Liturgia del Giorno

Giovedì della XXV settimana delle ferie del Tempo Ordinario
S. Cleofa, discepolo di Gesù e martire,  B. Marcos Criado dÂ’Andújar (E), sac. e martire (1522-1569)

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Prima Lettura

Libro dellÂ’Ecclesiaste 1,2-11.

Vanità delle vanità, dice Qoèlet, vanità delle vanità, tutto è vanità.Quale utilità ricava l'uomo da tutto l'affanno per cui fatica sotto il sole?Una generazione va, una generazione viene ma la terra resta sempre la stessa.Il sole sorge e il sole tramonta, si affretta verso il luogo da dove risorgerà.Il vento soffia a mezzogiorno, poi gira a tramontana; gira e rigira e sopra i suoi giri il vento ritorna.Tutti i fiumi vanno al mare, eppure il mare non è mai pieno: raggiunta la loro mèta, i fiumi riprendono la loro marcia.Tutte le cose sono in travaglio e nessuno potrebbe spiegarne il motivo. Non si sazia l'occhio di guardare né mai l'orecchio è sazio di udire.Ciò che è stato sarà e ciò che si è fatto si rifarà; non c'è niente di nuovo sotto il sole.C'è forse qualcosa di cui si possa dire: "Guarda, questa è una novità"? Proprio questa è già stata nei secoli che ci hanno preceduto.Non resta più ricordo degli antichi, ma neppure di coloro che saranno si conserverà memoria presso coloro che verranno in seguito.

Salmi

Salmi 90(89),3-4.5-6.12-13.14.17ab.

Tu fai ritornare l'uomo in polvere e dici: "Ritornate, figli dell'uomo". Ai tuoi occhi, mille anni sono   come il giorno di ieri che è passato, come un turno di veglia nella notte. Li annienti, li sommergi nel sonno; sono come l'erba che germoglia al mattino: al mattino fiorisce, germoglia, alla sera è falciata e dissecca. Insegnaci a contare i nostri giorni e giungeremo alla sapienza del cuore. Volgiti, Signore; fino a quando? Muoviti a pietà dei tuoi servi.Saziaci al mattino con la tua grazia: esulteremo e gioiremo per tutti i nostri giorni. Sia su di noi la bontà del Signore, nostro Dio: rafforza per noi l'opera delle nostre mani.

Seconda Lettura

Non prevista per la giornata odierna

Vangelo

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 9,7-9.

In quel tempo, il tetrarca Erode sentì parlare di tutto ciò che accadeva e non sapeva che cosa pensare, perché alcuni dicevano: «Giovanni è risuscitato dai morti», altri: «E' apparso Elia», e altri ancora: «E' risorto uno degli antichi profeti». Ma Erode diceva: «Giovanni l'ho fatto decapitare io; chi è dunque costui, del quale sento dire tali cose?». E cercava di vederlo.

Commento alle letture

Come Erode, noi cerchiamo di vedere Gesù    

    LÂ’amore non può trattenersi dal vedere ciò che ama; per questo tutti i santi stimarono ben poco ciò che avevano ottenuto, se non arrivavano a vedere Dio... Perciò Mosè arriva a dire: “Se ho trovato grazia ai tuoi occhi, fammi vedere il tuo volto” (Es 33,13). Per questo anche il salmista dice: “Fa splendere il tuo volto” (Sal 80,4). I pagani pure si sono fatti idoli, per poter vedere con gli occhi, nelle loro stesse aberrazioni, quel che adoravano.     Dio dunque sapeva che tutti i mortali erano tormentati dal desiderio di vederlo. Ciò che ha scelto per mostrarsi era grande sulla terra, e non meno grande in cielo. Infatti ciò che, sulla terra, Dio ha fatto simile a sé, non poteva rimanere senza onore in cielo: “Facciamo, disse, lÂ’uomo a nostra immagine e somiglianza” (Gen 1,26)... Nessuno pensi dunque che Dio ha fatto male a venire fra gli uomini come uomo. Egli ha preso carne fra di noi, perché noi lo vedessimo.    

San Pietro Crisologo (circa 406-450), vescovo di Ravenna, dottore della Chiesa     - Discorsi, 147 ; PL 52, 594-596    

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