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Liturgia Sett. 38 Giorno 258

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Giovedì, 23 Novembre 2017 -
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Liturgia Sett. 38 Giorno 258

La gioia di Maria fa essere la fede ciò che è: ospitalità di un Dio innamorato e affidabile. A noi, ammantati di gravità e concentrazione, Maria ricorda che la fede o è gioiosa o non è..

Ermes Ronchi

Liturgia del Giorno

Martedì della XXIV settimana delle ferie del Tempo Ordinario
SS. Cornelio e Cipriano, martiri (memoria),  S. Edith of Wilton, figlia del re degli angli (961-984)

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Prima Lettura

Prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinti 12,12-14.27-31a.

Fratelli, come il corpo, pur essendo uno, ha molte membra e tutte le membra, pur essendo molte, sono un corpo solo, così anche Cristo. E in realtà noi tutti siamo stati battezzati in un solo Spirito per formare un solo corpo, Giudei o Greci, schiavi o liberi; e tutti ci siamo abbeverati a un solo Spirito. Ora il corpo non risulta di un membro solo, ma di molte membra. Ora voi siete corpo di Cristo e sue membra, ciascuno per la sua parte. Alcuni perciò Dio li ha posti nella Chiesa in primo luogo come apostoli, in secondo luogo come profeti, in terzo luogo come maestri; poi vengono i miracoli, poi i doni di far guarigioni, i doni di assistenza, di governare, delle lingue. Sono forse tutti apostoli? Tutti profeti? Tutti maestri? Tutti operatori di miracoli? Tutti possiedono doni di far guarigioni? Tutti parlano lingue? Tutti le interpretano? Aspirate ai carismi più grandi!

Salmi

Salmi 100,2.3.4.5.

Acclamate al Signore, voi tutti della terra, servite il Signore nella gioia, presentatevi a lui con esultanza. Riconoscete che il Signore è Dio; egli ci ha fatti e noi siamo suoi, suo popolo e gregge del suo pascolo. Varcate le sue porte con inni di grazie, i suoi atri con canti di lode, lodatelo, benedite il suo nome.Buono è il Signore, eterna la sua misericordia, la sua fedeltà per ogni generazione.

Seconda Lettura

Non prevista per la giornata odierna

Vangelo

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 7,11-17.

In quel tempo, Gesù si recò in una città chiamata Nain e facevano la strada con lui i discepoli e grande folla. Quando fu vicino alla porta della città, ecco che veniva portato al sepolcro un morto, figlio unico di madre vedova; e molta gente della città era con lei. Vedendola, il Signore ne ebbe compassione e le disse: «Non piangere!». E accostatosi toccò la bara, mentre i portatori si fermarono. Poi disse: «Giovinetto, dico a te, alzati!». Il morto si levò a sedere e incominciò a parlare. Ed egli lo diede alla madre. Tutti furono presi da timore e glorificavano Dio dicendo: «Un grande profeta è sorto tra noi e Dio ha visitato il suo popolo». La fama di questi fatti si diffuse in tutta la Giudea e per tutta la regione.

Commento alle letture

I pianti di una madre    

    La divina misericordia si è lasciata persuadere velocemente dai gemiti di quella madre. Lei è vedova; le sofferenze o la morte del suo unico figlio lÂ’hanno distrutta... Mi sembra che quella vedova, circondata dalla folla, sia più di una semplice donna che meriti con le sue lacrime la risurrezione di un figlio, giovane e unico. EÂ’ proprio lÂ’immagine della santa Chiesa che, con le sue lacrime, ottiene di richiamare in vita, in mezzo al corteo funebre e fin quasi dentro al sepolcro, il giovane popolo del mondo... Infatti, allÂ’udire la parola di Dio, i morti risorgono (Gv 5,28), ritrovano la voce e la madre ritrova suo figlio. Egli è richiamato dalla tomba, è strappato dal sepolcro.     QualÂ’è, per voi, questa tomba, se non la vostra cattiva condotta? Il vostro sepolcro è la mancanza di fede... Da quel sepolcro, Cristo vi libera. Uscirete dal sepolcro se ascolterete la parola di Dio. E se il vostro peccato è troppo grave perché  possano lavarlo le lacrime della vostra penitenza, intervengano per voi i pianti della vostra madre Chiesa... Lei intercede per ognuno dei suo figli, come altrettanti figli unici. È infatti piena di compassione e prova un dolore spirituale tutto materno quando vede i suoi figli trascinati dal peccato nella morte.    

SantÂ’Ambrogio (circa 340-397), vescovo di Milano e dottore della Chiesa     - Commento al vangelo di Luca, V, 89 ; SC 45, 214    

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