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Liturgia Sett. 36 Giorno 245

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Martedì, 12 Dicembre 2017 -
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Liturgia Sett. 36 Giorno 245

Il titolo doûlos, schiavo, servo (di Dio), che non aveva nessun significato religioso nel mondo pagano, esprime quanto mai bene questa appartenenza totale a Cristo, che ci costituisce nel contempo servi di tutti i nostri fratelli..

Yves M.-J. Congar

Liturgia del Giorno

Mercoledì della XXII settimana delle ferie del Tempo Ordinario
S. Gregorio Magno, Papa e Dottore della Chiesa (540-604),  BB. André-Abel Alricy e 71 compagni, martiri († 1792)

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Prima Lettura

Prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinti 3,1-9.

Fratelli, sinora io non ho potuto parlare a voi come a uomini spirituali, ma come ad esseri carnali, come a neonati in Cristo. Vi ho dato da bere latte, non un nutrimento solido, perché non ne eravate capaci. E neanche ora lo siete; perché siete ancora carnali: dal momento che c'è tra voi invidia e discordia, non siete forse carnali e non vi comportate in maniera tutta umana? Quando uno dice: "Io sono di Paolo", e un altro: "Io sono di Apollo", non vi dimostrate semplicemente uomini? Ma che cosa è mai Apollo? Cosa è Paolo? Ministri attraverso i quali siete venuti alla fede e ciascuno secondo che il Signore gli ha concesso. Io ho piantato, Apollo ha irrigato, ma è Dio che ha fatto crescere. Ora né chi pianta, né chi irrìga è qualche cosa, ma Dio che fa crescere. Non c'è differenza tra chi pianta e chi irrìga, ma ciascuno riceverà la sua mercede secondo il proprio lavoro. Siamo infatti collaboratori di Dio, e voi siete il campo di Dio, l'edificio di Dio.

Salmi

Salmi 33(32),12-13.14-15.20-21.

Beata la nazione il cui Dio è il Signore, il popolo che si è scelto come erede. Il Signore guarda dal cielo, egli vede tutti gli uomini. Dal luogo della sua dimora scruta tutti gli abitanti della terra, lui che, solo, ha plasmato il loro cuore e comprende tutte le loro opere. L'anima nostra attende il Signore, egli è nostro aiuto e nostro scudo. In lui gioisce il nostro cuore e confidiamo nel suo santo nome.

Seconda Lettura

Non prevista per la giornata odierna

Vangelo

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 4,38-44.

In quel tempo, Gesù uscito dalla sinagoga entrò nella casa di Simone. La suocera di Simone era in preda a una grande febbre e lo pregarono per lei. Chinatosi su di lei, intimò alla febbre, e la febbre la lasciò. Levatasi all'istante, la donna cominciò a servirli. Al calar del sole, tutti quelli che avevano infermi colpiti da mali di ogni genere li condussero a lui. Ed egli, imponendo su ciascuno le mani, li guariva. Da molti uscivano demòni gridando: «Tu sei il Figlio di Dio!». Ma egli li minacciava e non li lasciava parlare, perché sapevano che era il Cristo. Sul far del giorno uscì e si recò in un luogo deserto. Ma le folle lo cercavano, lo raggiunsero e volevano trattenerlo perché non se ne andasse via da loro. Egli però disse: «Bisogna che io annunzi il regno di Dio anche alle altre città; per questo sono stato mandato». E andava predicando nelle sinagoghe della Giudea.

Commento alle letture

Cristo medico    

    "La suocera di Simone giaceva con la febbre". Possa Cristo venire nella nostra casa, entrare e guarire con una sola parola la febbre dei nostri peccati. Ciascuno di noi è preso da febbre. Ogni volta che ci arrabbiamo, abbiamo la febbre;  tutti i nostri difetti sono altrettanti accessi di febbre. Chiediamo agli apostoli di pregare Gesù di venire da noi e prenderci la mano;  perché appena ci avrà toccato la mano, la febbre sparirà.     EÂ’ lui il vero grande medico, il primo fra tutti. Mosè è un medico, Isaia e tutti i santi sono dei medici;  ma Gesù, è il primo fra tutti i medici. Egli sa perfettamente palpare il polso e sondare i segreti delle malattie. Non tocca né la fronte, né l'orecchio, né alcunÂ’altra parte del corpo, ma prende la mano Â… cioè le nostre cattive azioni. Prima guarisce le azioni, poi la febbre scompare.     

San Girolamo (347-420), sacerdote, traduttore della Bibbia, dottore della Chiesa     - Discorsi sul vangelo di Marco, n° 2 ; PLS 2, 125ss SC 494     

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