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Liturgia Sett. 33 Giorno 226

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Giovedì, 23 Novembre 2017 -
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Liturgia Sett. 33 Giorno 226

Se aiutiamo i nostri figli a essere come devono essere oggi, quando arriva il domani, quando il domani sarà già l'oggi, disporranno del coraggio necessario per farvi fronte con più amore..

Madre Teresa di Calcutta

Liturgia del Giorno

Assunzione della B.V. Maria, solennità
S. Stanislaw (Stanislao) Kostka, novizio S.J. (1550-1568),  S. Tarcisio, accolito della Chiesa di Roma e martire († 257)

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Prima Lettura

Apocalisse 11,19a.12,1-6a.10ab.

Allora si aprì il santuario di Dio nel cielo e apparve nel santuario l'arca dell'alleanza. Ne seguirono folgori, voci, scoppi di tuono, terremoto e una tempesta di grandine. Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle. Era incinta e gridava per le doglie e il travaglio del parto. Allora apparve un altro segno nel cielo: un enorme drago rosso, con sette teste e dieci corna e sulle teste sette diademi; la sua coda trascinava giù un terzo delle stelle del cielo e le precipitava sulla terra. Il drago si pose davanti alla donna che stava per partorire per divorare il bambino appena nato. Essa partorì un figlio maschio, destinato a governare tutte le nazioni con scettro di ferro, e il figlio fu subito rapito verso Dio e verso il suo trono. La donna invece fuggì nel deserto, ove Dio le aveva preparato un rifugio perché vi fosse nutrita per milleduecentosessanta giorni. Allora udii una gran voce nel cielo che diceva: "Ora si è compiuta la salvezza, la forza e il regno del nostro Dio e la potenza del suo Cristo, poiché è stato precipitato l'accusatore dei nostri fratelli, colui che li accusava davanti al nostro Dio giorno e notte.

Salmi

Salmi 45,10bc.11.12ab.16.

Figlie di re stanno tra le tue predilette; alla tua destra la regina in ori di Ofir. Ascolta, figlia, guarda, porgi l'orecchio, dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre; al re piacerà la tua bellezza. Egli è il tuo Signore: pròstrati a lui. guidate in gioia ed esultanza entrano insieme nel palazzo del re.

Seconda Lettura

Prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinti 15,20-26.

Ora, invece, Cristo è risuscitato dai morti, primizia di coloro che sono morti. Poiché se a causa di un uomo venne la morte, a causa di un uomo verrà anche la risurrezione dei morti; e come tutti muoiono in Adamo, così tutti riceveranno la vita in Cristo. Ciascuno però nel suo ordine: prima Cristo, che è la primizia; poi, alla sua venuta, quelli che sono di Cristo; poi sarà la fine, quando egli consegnerà il regno a Dio Padre, dopo aver ridotto al nulla ogni principato e ogni potestà e potenza. Bisogna infatti che egli regni finché non abbia posto tutti i nemici sotto i suoi piedi. L'ultimo nemico ad essere annientato sarà la morte,

Vangelo

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 1,39-56.

In quei giorni, Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che debbo che la madre del mio Signore venga a me? Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell'adempimento delle parole del Signore». Allora Maria disse: «L'anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l'umiltà della sua serva. D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente e Santo è il suo nome: di generazione in generazione la sua misericordia si stende su quelli che lo temono. Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato a mani vuote i ricchi. Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia ».come aveva promesso ai nostri padri, ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre». Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.

Commento alle letture

Maria, madre dei viventi    

    Â“Vieni, mia eletta, in te porrò il mio trono” (liturgia latina)Â… “Beato chi hai scelto e chiamato vicino, abiterà nei tuoi atrii” (Sal 65,5); molto di più, abiterai in essi, regnerai in essi e porrai in essi il trono della tua sovranità. Certo, Maria è beata fra tutti i beati, lei che è stata scelta prima e più di tutti gli altri santi. Il Signore lÂ’ha scelta come dimora, dicendo: “Questo è il mio riposo per sempre; qui abiterò, perché l'ho desiderato” (Sal 132,14). Per nove mesi ha abitato in lei; per molti anni ha abitato con lei e le è stato sottomessoÂ… Ora che è in lei e con lei per sempre, in un modo che supera la nostra comprensione, la colma della gloria che vedono i beati. Le dà esternamente la gloria nel corpo; interiormente, imprime in lei la gloria del VerboÂ…    LÂ’unica Vergine e Madre, che può gloriarsi di aver messo al mondo lÂ’Unigenito del Padre, abbraccia con amore questo Figlio in tutte le sue membra (Ef 5,30) e non arrossisce di essere chiamata la madre di tutti coloro in cui vede Cristo già formato o in divenire. La prima EvaÂ… è stata chiamata “madre di tutti i viventi” (Gen 3,20), ma in realtà è stata Â… la madre di coloro che muoionoÂ… Poiché la prima Eva non ha realizzato fedelmente quanto significa il suo nome, Maria ne ha realizzato il mistero. Come la Chiesa, di cui è il simbolo, lei è la madre di tutti coloro che rinascono alla vita. Sì, è la madre della Vita che fa vivere tutti gli uomini (Gv 11,25; 5,25ss). Mettendo al mondo la Vita, ha fatto nascere in certo modo alla vita nuova coloro che avrebbero trovato la vita in Cristo-VitaÂ…    Per questo motivo la madre beata di Cristo, riconoscendosi madre dei cristiani a causa di questo mistero, si manifesta anche loro madre con la sollecitudine e il suo tenero affettoÂ… Ed ora noi “abitiamo al riparo” della Madre “dellÂ’Altissimo”, “siamo da lei protetti, allÂ’ombra delle sue ali” (Sal 91,1; 17,8). Più tardi, condivideremo la sua gloria e saremo riscaldati sul suo cuoreÂ…, poiché il Re della gloria ha posto in lei il suo trono.    

Beato Guerrico d'Igny (ca 1080-1157), abate cistercense     - Primo discorso per lÂ’Assunta, 1-4 ; SC 202     

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