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Liturgia Sett. 12 Giorno 80

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Mercoledì, 21 Febbraio 2018 -
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Liturgia Sett. 12 Giorno 80

Se non amate Dio, l'amore che nutrite per il prossimo non resisterà a lungo davanti alle difficoltà che incontrerà nel suo esercizio..

Co­lumba Giuseppe Marmion

Liturgia del Giorno

Sabato della II settimana di Quaresima
S. Benvenuto Scotivoli, vescovo di Osimo († 1282),  B. Clemens August Von Galen, card. (1878-1946)

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Prima Lettura

Libro di Michea 7,14-15.18-20.

Pasci il tuo popolo con la tua verga, il gregge della tua eredità, che sta solitario nella foresta in mezzo ai giardini; pascolino in Basàn e in Gàlaad come nei tempi antichi. Come quando sei uscito dall'Egitto, mostraci cose prodigiose. Qual dio è come te, che toglie l'iniquità e perdona il peccato al resto della sua eredità; che non serba per sempre l'ira, ma si compiace d'usar misericordia? Egli tornerà ad aver pietà di noi, calpesterà le nostre colpe. Tu getterai in fondo al mare tutti i nostri peccati. Conserverai a Giacobbe la tua fedeltà, ad Abramo la tua benevolenza, come hai giurato ai nostri padri fino dai tempi antichi.

Salmi

Salmi 103(102),1-2.3-4.9-10.11-12.

Benedici il Signore, anima mia, quanto è in me benedica il suo santo nome. Benedici il Signore, anima mia, non dimenticare tanti suoi benefici. Egli perdona tutte le tue colpe, guarisce tutte le tue malattie; salva dalla fossa la tua vita, ti corona di grazia e di misericordia.Egli non continua a contestare e non conserva per sempre il suo sdegno. Non ci tratta secondo i nostri peccati, non ci ripaga secondo le nostre colpe. Come il cielo è alto sulla terra, così è grande la sua misericordia su quanti lo temono; Come dista l'oriente dall'occidente, così allontana da noi le nostre colpe.

Seconda Lettura

Non prevista per la giornata odierna

Vangelo

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 15,1-3.11-32.

In quel tempo, si avvicinavano a Gesù tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano: «Costui riceve i peccatori e mangia con loro». Allora egli disse loro questa parabola: Disse ancora: «Un uomo aveva due figli. Il più giovane disse al padre: Padre, dammi la parte del patrimonio che mi spetta. E il padre divise tra loro le sostanze. Dopo non molti giorni, il figlio più giovane, raccolte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò le sue sostanze vivendo da dissoluto. Quando ebbe speso tutto, in quel paese venne una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. Allora andò e si mise a servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei campi a pascolare i porci. Avrebbe voluto saziarsi con le carrube che mangiavano i porci; ma nessuno gliene dava. Allora rientrò in se stesso e disse: Quanti salariati in casa di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Mi leverò e andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di te; non sono più degno di esser chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi garzoni. Partì e si incamminò verso suo padre. Quando era ancora lontano il padre lo vide e commosso gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli disse: Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di te; non sono più degno di esser chiamato tuo figlio. Ma il padre disse ai servi: Presto, portate qui il vestito più bello e rivestitelo, mettetegli l'anello al dito e i calzari ai piedi. Portate il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato. E cominciarono a far festa. Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, udì la musica e le danze; chiamò un servo e gli domandò che cosa fosse tutto ciò. Il servo gli rispose: E' tornato tuo fratello e il padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo. Egli si arrabbiò, e non voleva entrare. Il padre allora uscì a pregarlo. Ma lui rispose a suo padre: Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai trasgredito un tuo comando, e tu non mi hai dato mai un capretto per far festa con i miei amici. Ma ora che questo tuo figlio che ha divorato i tuoi averi con le prostitute è tornato, per lui hai ammazzato il vitello grasso. Gli rispose il padre: Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo; ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato».

Commento alle letture

“Presto, portate qui il vestito più bello e rivestitelo”    

Molti sono coloro che, per la penitenza, hanno meritato lÂ’amore che tu hai per lÂ’uomo. Hai giustificati il pubblicano che si batteva il petto e la peccatrice che piangeva (Lc 18,14; 7,50), poiché, per un disegno prestabilito, tu prevedi e concedi il perdono. Con loro, converti anche me, poiché sei ricco di molteplici misericordie, tu che vuoi che tutti gli uomini siano salvati.La mia anima si è sporcata rivestendo lÂ’abito delle colpe (Gen 3,21). Ma tu, concedimi di far scorrere fontane dai miei occhi, affinché la purifichi con la contrizione. Rivestimi dellÂ’abito splendente, degno delle tue nozze (Mt 22,12), tu che vuoi che tutti gli uomini siano salvatiÂ…Abbi compassione del mio grido come hai fatto per il figliol prodigo, Padre celeste, poiché anchÂ’io mi getto ai tuoi piedi e grido come lui : « Padre, ho peccato ! » Mio Salvatore, non respingermi, me che sono tuo indegno figlio, ma faÂ’ che i tuoi angeli si rallegrino anche per me, Dio buono che vuoi che tutti gli uomini siano salvati.Poiché hai fatto di me tuo figlio e tuo erede per la grazia (Rom 8,17). Per averti offeso, eccomi prigioniero, schiavo venduto al peccato, ed infelice! Abbi pietà della tua immagine (Gen 1,26) e richiamala dallÂ’esilio, Salvatore, tu che vuoi che tutti gli uomini siano salvatiÂ…EÂ’ ora il tempo di pentirsiÂ… La parola di Paolo mi spinge a perseverare nella preghiera (Col 4,2) e ad aspettarti. EÂ’ con fiducia che ti prego, poiché so bene la tua misericordia, so che vieni a me per primo e ti chiedo aiuto. Se tardi, è per darmi il compenso della perseveranza, tu che vuoi che tutti gli uomini siano salvati.Dammi sempre di celebrati e di renderti gloria conducendo una vita pura. FaÂ’ che le mie azioni siano in accordo con le mie parole, Onnipotente, affinché ti cantiÂ… con preghiera pura, unico Cristo, che vuoi che tutti gli uomini siano salvati.    

San Romano il Melode (?-ca 560), compositore d'inni greco     - Inno 55 ; SC 283    

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